Paolo Corpodicristo

a cura di Giuseppe Magroni Foto di Alberto Mirimao

C’è un via vai continuo di persone nel nuovo negozio di abbigliamento “Sartorialist”
ad angolo tra via Mancini e via Giordano Bruno nel cuore del centro storico di Terni.
Arredamento modernissimo e minimalista, c’è pure un quadro di Schifano, che si
sposa perfettamente con le volte ottocentesche e in parte rinascimentali con tanto
di colonne in pietra, perché il palazzo, che è di fine Ottocento, nella costruzione ha
inglobato un precedente porticato cinquecentesco.
Il titolare del negozio, Paolo Corpodicristo, è visibilmente soddisfatto di vendere
bellezza, quella dei suoi abiti firmati, all’interno di un contesto che è esso stesso
bellezza. Una pubblicità molto efficace che ha preceduto l’apertura del nuovo punto
vendita ha raccontato che quel palazzo, Spadoni – Magroni, anno di costruzione
1886, è stato l’unico a rimanere in piedi in zona dopo i bombardamenti del 1943/44.
Il palazzo ha resistito alle bombe come il negozio di abbigliamento oggi resisterà alla
crisi del commercio in centro diventandone anzi uno dei punti di forza. Questa la
sfida di Paolo Corpodicristo e della moglie Michela Grisanti che cura il marketing.
L’esordio sembra promettente.

Perché avete deciso di aprire questo grande punto vendita in un centro storico oggi
afflitto da una grave crisi del commercio?
“Secondo la nostra visione – risponde Paolo Corpodicristo – le attività che sono di
eccellenza, sia nel commercio che nei servizi, devono stare nel cuore della città,
nella sua parte storica. Il centro oggi soffre non per la scarsità di parcheggi, in realtà
il centro è circondato da parcheggi di attestamento, ma per la larga diffusione di
centri commerciali, medie e grandi superfici di vendita veloce che hanno finito per
svuotarlo. Il centro storico, com’era una volta, deve ripopolarsi di negozi e servizi di
alta qualità, questa la sfida, e allora quale location migliore di questa, in uno degli
ultimi palazzi storici di Terni? La bellezza di questi ambienti è in linea con la nostra
visione del commercio”.
Paolo Corpodicristo, 47 anni, ternano doc nato in via Carducci, diploma magistrale,
da sempre, fin da bambino, è stato animato da una passione per l’abbigliamento,
per la moda, per il vestirsi bene.

“Ero appassionato di letteratura, soprattutto quella del Trecento – ricorda – per
questo dopo il diploma magistrale m’iscrissi a Lettere all’università di Perugia. Come
tanti studenti, mi cercai un lavoretto nel fine settimana per mantenermi agli studi e
mi proposi come commesso in quella che al tempo, fine anni Novanta, era una delle
principali boutique di Perugia, quella di Aldo Berti in via dei Filosofi. Il primo giorno
di lavoro fu uno choc emozionale. Compresi che la mia vita avrebbe dovuto
incentrarsi nell’abbigliamento, non solo il fine settimana. Allora lasciai l’università e
mi dedicai a tempo pieno al commercio di abbigliamento”. L’esordio come
commesso a Perugia dura un anno poi un altro anno di servizio militare e alla fine
della leva il ritorno a Terni con le idee ben chiare sul da farsi. “Trovo subito lavoro –
racconta – nel negozio di abbigliamento Regia di largo Villa Glori, al tempo il negozio
più in della città, dove apprendo tecniche di vendita di grande professionalità. Sto lì
circa un anno poi il lavoro si interrompe perché il titolare, Piero Gori, decide di
lasciare il commercio di abbigliamento per aprire un suo bar ristorante, A volte tre.
Ironia della sorte, proprio qui, in questo stesso locale dove siamo adesso noi
venticinque anni dopo. Dopo la chiusura di Regia, mi ritrovo senza lavoro e decido di
andare a Riccione”.
È il 2001 e l’allora ragazzo Paolo entra in uno dei negozi più di richiamo di Riccione e
dell’intera riviera romagnola, Nick & Sons. “Lì – ricorda – mi sono formato in modo
eccezionale. Vendevamo tutti i migliori marchi internazionali e anche la nostra
clientela era d’élite, attori, cantanti, registi, gente dello spettacolo. Anche lì sono
rimasto un anno. Fare il commesso non mi bastava; volevo un mio negozio per
raccontare la mia storia, il mio stile e le mie idee”. Torna a Terni e insieme alla
fidanzata Michela Grisanti, allora studentessa di Scienze delle comunicazioni a
Perugia, sarà una delle prime laureate in Italia di questa allora innovativa facoltà, si
mette a cercare un locale. La coppia lo trova a metà di via Roma; è un locale
piccolissimo di appena 23 metri quadrati. Lo chiamano “No name” e vende solo
collezioni da uomo, con marchi molto ricercati. “Ero solo, – ricorda – Michela si
stava laureando e mi dava una mano nel fine settimana. Comunque il negozio è
andato bene e nel 2004 abbiamo aperto un secondo punto vendita a pochi metri, in
via Barbarasa, solo dedicato ad abiti per donna”.

Nel 2010 il negozio di abiti per uomo trasloca in un punto vendita più grande, 90
metri quadrati su due livelli, in via del Leone, ad angolo con piazza San Francesco.
Con il trasferimento cambia anche il nome e il negozio si chiama “Sartorialist”.
“È un nome – spiega – che richiama ai concetti di sartorialità, di eccellenza nel
vestire, tessuti raffinati e stile impeccabile”. A marzo del 2011 il negozio per donna
si trasferisce in piazza dell’Olmo; nel 2017 i due negozi si fondono nell’unico locale di
via del Leone. Sempre nel 2017, Sartorialist apre un altro punto vendita a Riccione a
ridosso di viale Ceccarini.
“È stata una sfida importantissima, – ricorda oggi con orgoglio il commerciante –
Riccione è sempre un crocevia della moda italiana poi a Riccione avevamo tanti
amici e clienti. Il negozio è andato molto bene. È durato sette anni poi nel 2024
abbiamo deciso di chiuderlo perché nel frattempo l’attività di Terni era molto
cresciuta ed era faticoso fare la spola fra Terni e Riccione. Era cresciuta anche la
famiglia perché nel 2016 sono nati i nostri figli, i gemelli Alessandro e Federico”.
È il 2024 e la coppia inizia a guardarsi intorno. La clientela è cresciuta e serve più
spazio. Cercano, sempre in centro, un locale più grande ma anche particolare, di
fascino, possibilmente antico. Locali vuoti, spazi da riempire con nuove attività non
mancano in centro data la crisi che da qualche anno avvolge commercio e servizi
nelle vie storiche. Ne visitano tanti e alla fine, estate 2025, scelgono quel locale tra
via Mancini e via Giordano Bruno che per un quarto di secolo aveva ospitato il bar
ristorante “A volte tre” di Piero Gori. Il locale è storico, vincolato dalla
Soprintendenza ai beni culturali e alle belle arti, e allora per ridisegnarlo e arredarlo
si affidano a un esperto del settore, l’architetto Andrea della Sala. Alla fine dei lavori
il contrasto tra antico e moderno è emozionante. L’inaugurazione, preceduta da una
campagna marketing molto efficace curata da Michela Grisanti, c’è stata lo scorso
sabato 14 marzo con un gran galà a cui hanno partecipato moltissime persone,
clienti storici e affezionati ma anche molti curiosi richiamati da quello che il tam tam
descriveva come il più bel negozio di Terni. Luci, colori delle pareti, arredo minimale
che esalta le parti antiche, cura estrema fin nei dettagli. Il risultato è emozionante.
“Troppo bello per essere a Terni” dicevano in molti il giorno del taglio del nastro.
“Non sono d’accordo, – replica Paolo Corpodicristo – Terni lo merita. Questo
negozio è stato realizzato così perché crediamo nello shopping esperienziale, quello
che esalta tutti i sensi e la sensibilità che uno ha per il bello. E il bello vince sempre”.

Qual è la vostra ricetta di successo?
“Abbiamo messo sempre al primo posto – risponde – il rapporto umano con il
cliente. L’opportunità di lavorare insieme a lui a un progetto. Si studiano le
caratteristiche della persona, la fisicità, i gusti, lo stile di vita. Per noi ogni cliente è
diverso ed esprimiamo al massimo le nostre capacità progettuali sulla persona”.
Sartorialist è uno spazio fisico e insieme virtuale. Grazie a Michela Grisanti, esperta
di marketing, ogni giorno la vita del negozio viene raccontata con storie e video.
Il giorno dell’inaugurazione c’è stato un gran galà, i sabati successivi l’evento
“Colazione da Tiffany” con cappuccini, caffè e cornetti offerti ai clienti o a chiunque
visitasse il locale. “Questi eventi e altri che verranno – conclude Paolo Corpodicristo
– si inseriscono nella nostra cultura di gestione della comunità dei nostri clienti che
non sono semplici consumatori ma persone che si vogliono incontrare, che vogliono
parlare, discutere in un locale che oggi, grazie allo spazio a disposizione, è
particolarmente accogliente. Già lo siamo, ma vogliamo essere sempre di più un
luogo d’incontro della città”.